Prova d’ascolto: B&W CM7 e Muse T-amp

Una breve prova d’ascolto, oggi, che ha come oggetto, più che le casse (delle quali si è già scritto davvero moltissimo…), il piccolo amplificatore cinese, dalle qualità davvero insospettabili.
Si tratta di un amplificatore digitale “classe T“, di produzione cinese: il Muse.
Basato su chip Tripath TA2024, questo piccolo gioiellino della scienza e della tecnica, è costruito in maniera impeccabile: i cavi utilizzati per i cablaggi interni sono di ottima qualità, così come i connettori per le casse o la qualità del case metallico all’interno del quale è alloggiata l’elettronica.
Anche quest’ultima si contraddistingue per qualità: molti dei suoi “concorrenti”, offrono condensatori di scarsa qualità, mentre quelli montati sul Muse sono già ottimi, fatto che rende qualsiasi ulteriore “tweak” o “modifica”, quasi irrilevante, ai fini della qualità audio.
Ma la cosa più divertente è il prezzo: con meno di 50 euro, comprese spese di spedizione, potrete aggiudicarvi questo piccolo prodigio.
Componenti:
Diffusori acustitici: B&W Cm7
Amplificatore: Muse classe T, alimentato da un trasformatore a 5 ampere;
Cavi di potenza: Supra classic 6
L’ascolto:
Non sono un audiofilo di vecchia data, ma ho fatto parte per molti anni di un gruppo musicale (chitarra e voce), ho suonato molto dal vivo e mi è sempre piaciuta la naturalezza della musica live. Sono da sempre appassionato di musica: ultimamente mi sto appassionando al jazz.
Devo dire che sono rimasto sconcertato. Quando ho collegato questo piccolo scatolotto cinese alle due B&W CM7 non volevo credere alle mie orecchie.
Ho riscoperto il piacere della musica “fine a sé stessa”, cioè saper godere delle sonorità prodotte dagli strumenti a prescindere dal fatto di conoscere e apprezzare il componimento musicale nel suo complesso.
Ho avuto i brividi quando i tweeter delle B&W hanno riprodotto il suono del plettro sulla chitarra classica in modo davvero naturale e realistico… mai nessun amplificatore fino ad ora aveva saputo emozionarmi in questo modo. Ad un certo punto, chiudendo gli occhi, ho avuto davvero la sensazione che davanti a me ci fosse un sassofonista impegnato in un assolo.
I bassi sono profondi, dinamici e ben controllati, i medi risultato dolci ma allo stesso tempo pieni di informazioni e ben distinguibili, e gli alti sono cristallini e per nulla affaticanti.
La tridimensionalità degli strumenti è ottima, ogni strumento ha la sua precisa collocazione “sul palco”, e la sensazione è quella di trovarsi davvero in un localino dove si ascolta il jazz, con l’orchestra tutt’attorno.
Conclusione:
Posso dire senza tanto girarci attorno, che questo Muse (insieme ad altri ottimi prodotti sempre basati sul chip TA 2024), suona probabilmente meglio di qualsiasi altro amplificatore “tradizionale” al di sotto dei 2.000 euro.
Sinceramente all’inizio ero un po’ scettico, pensavo che le mie Cm7 avessero bisogno di qualcosa di più “nobile” per essere sfruttate al meglio… e già rabbrividivo all’idea di dover spendere 2.000 euro per un amplificatore stereo nuovo (il mio vecchio Yamaha dei primi ‘80 iniziava a non piacermi più, mentre i sintoamplificatori preferisco utilizzarli per l’home theatre, e non per un uso stereo…).
Dopo aver scoperto i T-amp, dopo aver costruito un finale multicanale basato su schede Sure Electronics classe T (che potete leggere in queste pagine), non ho potuto fare a meno di acquistare finalmente un ampli già “pronto all’uso”, basato sul rinomato chip TA 2024.
Era da tanto che sul T-forum ne sentivo parlare, e finalmente mi sono deciso. E ringrazio ancora gli utenti di quel forum che hanno fatto sì che rompessi gli indugi e ordinassi tutto quelle che alla fine si è rivelato l’acquisto con il migliore rapporto qualità prezzo possibile in ambito audio.
Difetti ? Forse uno: con un amplificatore del genere, visto il “wattaggio” (solo 15 watt per canale), non vi sarà possibile sonorizzare il campo sportivo per la festa di fine anno: dovrete “accontentarvi” di sentire, benissimo, a volumi giusti, la vostra musica preferita, nel vostro salotto.
E credetemi, non è poco.


Ciao Gorilla spero tutto bene… quindi che dici collegare 3 di questi a uscite pre out genererebbe un impianto 5.1 non da poco immagino
forse come dicevi tu il wattago è un po basso… che dici? 50 tutto incluso e dovo si trova?
Ciao grazie….
Ciao giulian!
Ho avuto un periodo lavorativo “de fuego” e non sono più riuscito a scrivere molto, nei prossimi giorni riprenderò regolarmente, almeno spero!
Per quanto riguarda la tua domanda: per fare un 5.1 potresti comprare 3 di questi ampli, per un costo totale di 150 euro circa (io l’ho comprato su ebay). Nel caso volessi realizzare qualcosa di più “professionale” ti conviene realizzarne uno con le schede ta 2050, come ho scritto nella guida che trovi nella sezione “audio e home theatre”.
Il 2024 suona davvero bene ma forse non ha la potenza necessaria per gestire i cambi improvvisi di dinamica e volume tipici dell’ht… Per cui forse meglio il tk 2050 della sure electronics (che attualmente uso e devo dire, va da Dio).
Se hai bisogno di altre info, sono qua!
Gorilla
Ciao Gorilla, mi sono imbattuto oggi pomeriggio in questo tuo blog e ne sono rimasto a dir poco affascinato, complimeti!
Vorrei un consiglio, questo muse è bellissimo in effetti ma se io volessi avere anche un controllo di bassi e alti questo come lo vedi? http://cgi.ebay.it/Lepai-TA2020-Class-T-Amp-Mini-Stereo-Amplifier-Adapter_W0QQitemZ250570596544QQcmdZViewItemQQptZLH_DefaultDomain_0?hash=item3a572be0c0 sarebbe collegato a sue casse bose da 100W ascoltate a 3 metri di distanza prevalentemente per la visione dei film, tu consigli il 2050 proprio per uso film invece questo è un 2020, rispetto al 2024 differisce molto?
Grazie!!!
E complimenti ancora!
@Fabrizio
Ciao Fabrizio grazie mille per i complimenti fanno sempre piacere !!!
Del Lepai ho già sentito parlare molto sul t-forum (il miglior forum in Italia nel quale si parla di tutti gli amplificatori classe T… ti consiglio di dargli un’occhiata ! Tieni solo conto che in quel forum si parla di quegli amplificatori più che altro per ascolto musicale stereo e non per applicazioni home theatre), ma personalmente non ho mai potuto provarne uno.
In generale, da quella che è la mia esperienza, un TK2050 è probabilmente più consigliato per l’HT perchè ha più muscoli (più watt) dei 2020 o dei 2024… per cui in scene dove ci sono transienti molto impegnativi (da silenzio totale a esplosione improvvisa) è meglio avere qualche cavallo in più… per cui in ottica di utilizzo home theatre non posso far altro che consigliarti il TK2050 (ed in effetti uso un finale multicanale autocostruito proprio con 3 schede 2050).
C’e’ anche da dire che il muse lo utilizzo anche, di tanto in tanto, per sonorizzare l’audio del Tv, quando (raramente) le nostre care emittenti televisive passano qualche film decente… e devo dire che, nonostante non sia il suo utilizzo “elettivo”, se la cava più che bene. Anche io ascolto da 3 metri, e non ho mai sentito il bisogno di alzare ancora il volume, anzi !
Per quanto riguarda il fatto che il Lepai hai il controllo di alti e bassi… mah… sono dubbioso… il fatto di modificare l’equalizzazione di una traccia audio è sempre una “forzatura” rispetto a quella che è l’idea del regista / musicista… preferisco avere una “fedeltà” maggiore, e tenere l’equalizzazione originale, senza modificarla in alcun modo. Ma quelli son gusti, effettivamente.
Per ottenere lo stesso risultato, utilizzando un Muse o un altro ampli T senza controlli su bassi e alti, potresti (se ce l’hai) utilizzare il “nano”, come finale stereo collegandolo ad un sintoamplificatore (utilizzato quindi come “pre”), utilizzando quindi quest’ultimo per equalizzare i suoni secondo il tuo gusto.
Per finire, ribadisco, leggiti bene il T-forum, cerca “Lepai” (se proprio ti interessa quello) e approfondisci l’argomento. Vedrai che riuscirai a fare la scelta azzeccata !
Ciao !!!
Gorilla
PS: mi dimenticavo, due parole di numero su 2024 vs 2020: solitamente la sensazione è che siano ambedue due chip ottimi (dipende poi molto dal resto della componentistica dell’ampli e molto anche dal trasformatore utilizzato per dar corrente). In generale però, da quello che si può leggere in giro, il 2020 ha suoni un po’ più caldi e un po’ meno di dettaglio; al contrario il 2024 è un po’ più aspro ma più “chirurgico” come riproduzione del suono. A mio gusto personale, avendoli provati entrambi (il Muse e un 2020 fatto da un tizio olandese, comprato su ebay), posso dire di preferire il 2024.