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Mini corso di fotografia – Parte 2: paesaggi

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In questa puntata del mini corso di fotografia (spero vi sia piaciuto il precedente), vorrei brevemente elencare qualche semplice regola per poter capire come ottenere fotografie di paesaggi suggestive e dettagliate.

Tenendo presente che la creatività e le doti artistiche non si possono imparare leggendo una semplice guida, potrebbe essere utile tenere a mente qualche piccolo accorgimento che potrebbe incrementare non poco la qualità dello scatto.

Mini corso di fotografia: Parte 2 – i paesaggi

Vediamo allora un elenco degli aspetti da tenere a mente nel momento in cui volessimo immortalare un paesaggio che ci ha particolarmente suggestionato.

  1. Prediligere alcune particolari ore del giorno
  2. Comporre la scena secondo alcune semplici regole
    • Regola dei terzi
    • cielo e terra
    • Inclusione di un soggetto interessante
    • Eventuale soggetto in primo piano
  3. Chiudere il diaframma (valore ” F ” alto)
  4. Agire di conseguenza in base all’apertura decisa:
    1. Regolare i tempi di esposizione e giocare con essi
    2. Regolare il valore di sensibilità (ISO) del sensore
    3. Utilizzre un appoggio stabile
    4. Utilizzare l’autoscatto

Vediamoli in dettaglio.

1. Prediligere alcune particolari ore del giorno

E’ vero che è sempre bene scattare, piuttosto che no, ma se ne avete la possibilità, scattate fotografie paesaggistiche al mattino presto o nel tardo pomeriggio.

Il motivo risiede nel fatto che, in questi periodi del giorno, la luce ambientale è molto più dolce, poichè i raggi del sole “picchiano” in diagonale, e arricchiscono il paesaggio con ombre lunghe ed un’atmosfera molto particolare.

Evitate, quando possibile, di scattare fotografie paesaggistiche a mezzogiorno: in quell’ora la luce è molto intensa e difficilmente riesce a valorizzare lo scatto.

2. Composizione della scena

In fotografia, per ottenere una buona composizione della scena (cioè la scelta dei soggetti inquadrati), spesso si ricorre alla cosiddetta “regola dei terzi”. Mi avvalgo, come spesso faccio, dei servigi di wikipedia per definire il tema:

da Wikipedia, l’enciclopedia libera
La regola dei terzi è un accorgimento che è stato utilizzato per secoli dai pittori ed è tuttora molto diffuso nella composizione di una fotografia. Dividendo l’immagine in terzi e ponendo il soggetto in uno dei punti di intersezione delle linee immaginarie ottenute, si ritiene che l’immagine risulti più dinamica (rispetto ad una composizione che pone il soggetto al suo centro), ma armonica al tempo stesso.

Secondo questa regola, la fotografia (in questo caso, un paesaggio) dovebbe essere “composta”, ponendo il soggetto principale (che in un paesaggio è spesso presente, o comunque sarebbe meglio includerlo, nonostante sia meno importante rispetto ad una foto “ritratto”) nelle zone di intersezione delle linee (i cerchi rossi che delimitano la “zona aurea”).

  1. Decentrando quindi il soggetto rispetto al centro dello scatto, la fotografia risulterà più dinamica ed armoniosa.
  2. Sempre secondo questa regola, non è consigliato porre la linea dell’orizzonte al centro della composizione, poichè difficilmente si riesce a capire quale sia la zona realmente interessante (se la parte sopra l’orizzone, o la parte sotto).
  3. Le fotografie che ritraggono ampie zone di cielo spesso sono più interessanti se costellate da nuvole: un cielo troppo limpido e terso molte volte può risultare poco interessante (nonostante spesso si pensi il contrario)
  4. E’ consigliabile inoltre includere, nella composizione della fotografia, per quanto possibile, un soggetto interessante che “stacchi” rispetto al resto dello sfondo.
  5. Ultimo consiglio, sempre in tema di composizione, provare ad includere un soggetto in primo piano (decentrato e sfocato): questo contribuirà a dare tridimensionalità alla fotografia.

Ho provato ad esemplificare quanto scritto fino ad ora (povero me).

Vediamo qualche semplice rappresentazione (abbastanza naif, a dire il vero…).

Nella prima “fotografia” (:-) ), ho provato a fare quello che non dovrebbe essere fatto, e cioè ho “scattato” una foto, con il soggetto principale esattamente nel centro, ed ho fatto coincidere la linea dell’orizzonte con il centro della foto. Inoltre, in questa “foto” il cielo è privo di nuvole o altri dettagli.

In questo secondo “scatto”, ho decentrato il soggetto principale (la barchetta) e l’ho fatto coincidere con uno dei punti di intersezione menzionati nella “regola dei terzi”. Inoltre ho fatto sì che la porzione di mare fosse meno visibile rispetto al cielo (scelta in realtà opinabile, in questo caso, poichè il mare, per quanto calmo e placido, spesso è più interessante di un cielo privo di nuvole).

In questo terzo scatto sono riuscito ad immortalare un bel gabbiano e due nuvole: questi nuovi dettagli rendono la fotografia più interessante e dinamica (specie il gabbiano).

In ultimo, ho incluso nello scatto il primo piano di un pontile: questa inclusione movimenta la fotografia e la rende più “tridimensionale”, poichè vi è più senso di profondità.

Un ultimo consiglio in fase di composizione: componete la fotografia cercando, per quanto possibile, di bilanciare il peso dell’immagine, ovvero cercate di porre una giusta quantità di elementi nelle zone inferiore e superiore / destra e sinistra. La stessa immagine, mal bilanciata, risulterebbe così:

Non un granchè, in effetti: molto meglio una composizione più bilanciata. Vediamo ora come gestire diaframma e tempi di esposizione.


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