Meglio Pc o Mac ? Parte 1 – Il sistema operativo

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1. Interfaccia e usabilità del sistema operativo

Non è facile rimanere obiettivi parlando di usabilità. Occorrerebbe, per poter avere dei parametri davvero utili per giudicare, sottoporre le due interfacce ad un campione selezionato di persone che rispecchi l’universo mondo, ed analizzare i dati sulla base di una ricerca strutturata. Chiaramente, ciò non mi è possibile, per cui cercherò di evidenziare le differenze più macroscopiche che emergono durante l’utilizzo da parte di un utente medio.

Iniziamo da Windows.

Definire l’interfaccia e l’usabilità di Windows non è semplice, in due parole. Potrei dire: essenziale ma efficace.

Per quanto le nuove versioni (Vista e Seven) abbiano portato alcune novità in termini di interfaccia (come l’anteprima dei documenti disponibile nella barra inferiore dello schermo su Seven o il “carosello in 3d” di alcune versioni di Vista) si può dire che la sostanza non sia poi cambiata molto.

Vista la novità, farò in particolar modo riferimento a Windows 7.

Ecco uno screenshot della nuova taskbar:

Si può notare come, posizionando il cursore sull’icona della taskbar, vengano visualizzate le anteprime delle finestre aperte.

L’esplorazione delle risorse del computer non ha subito grandi rivoluzioni: la visione del contenuto delle cartelle si basa sempre sull’esplorazione “gerarchica” sulla base di una struttura ad albero disponibile sulla sinistra di ogni finestra (mi viene in mente il caro vecchio esplora risorse).

Nelle ultime versioni di Windows (in particolare Seven), accanto alla struttura delle cartelle visualizzata in modo “gerarchico”, trovano spazio diverse icone scorciatoria: potrete trascinare le cartelle utilizzate di frequente e fare in modo che vengano sempre visualizzate all’interno delle finestre di esplorazione risorse.

I programmi si avviano dal classico menu di avvio posizionato in basso a sinistra oppure creando  “scorciatoie” di collegamento sul desktop o nella barra delle applicazioni.


Nella “System Tray” (ovvero la zona in basso a destra della barra delle applicazioni) sono visibili alcune applicazioni che “girano” in background, come l’antivirus o il firewall, oppure lo stato della connessione ad internet piuttosto che la lingua impostata sulla tastiera.

Ancora un accenno a proposito di una novità di Seven: la funzione “Snap“.
Questa funzione vi consente di posizionare più comodamente le finestre aperte sullo schermo: le potrete “appiccicare” ai lati dello schermo (in base al lato che sceglierete la finestra si ridimensionerà orizzontalmente o verticalmente), oppure le potrete disporre fianco a fianco per rendere più comodo il confronto tra file.

Devo dire che non mi sono mai lamentato della rapidità dell’interfaccia di Windows (quando il sistema è “sano” chiaramente…):  tutti i programmi e le risorse sono raggiungibili in modo veloce e la sensazione è di un sistema operativo che mi piace definire “snappy”, cioè reattivo a rispondere ad un input dell’utente.

Per quanto riguarda le operazioni con i file, lo “standard” è sempre rispettato: taglia, copia, incolla funzionano su tutte le cartelle, i file, parti di testo, pezzi di immagini, parti di file audio, eccetera, eccetera.

Le varie operazioni possono essere effettuate sia dal menu contestuale (richiamabile tramite tasto destro del mouse), sia dal menu presente nella finestra del programma.

Anche il “drag and drop” (ovvero clicca e trascina) è implementato discretamente bene: potrete per esempio trascinare un’immagine mentre navigate con Explorer e “buttarla” sul desktop, senza dover utilizzare la procedura “salva con nome”.

Vediamo invece cosa ci riserva il mondo Mac

Per definirlo con una frase, potrei dire che Mac OSX è: bello, scenografico, completo ma forse, paradossalmente, meno immediato.

Per padroneggiare appieno l’interfaccia di Osx, è necessario un minimo di studio iniziale. E’ fondamentale imparare le cosiddette “shortcut” da tastiera per sfruttarlo al massimo delle sue possibilità. Facciamo qualche esempio.

Per chiudere un programma, non è sufficiente, come su Windows, cliccare l’icona rossa con la X (che su Windows, appunto, chiude sia la finestra che il programma): su Mac sarà necessario accedere al menu del programma che si sta utilizzando (presente nella barra in alto) e selezionare “esci da…”.

Non è difficile ma è un po’ più macchinoso. Per accorciare i tempi occorrerà premere contemporaneamente i tasti “mela” e ” Q ” (che sta per “Quit”, ovvero, “Esci”). Per chiudere una finestra, si potrà alternativamente preme l’apposita icona rossa, oppure premere “mela + W”. Il procedimento è sicuramente meno intuitivo, ma una volta imparato risulta molto comodo.

Anche rinominare i file e le cartelle è un po’ diverso da Windows, per cui sarà necessario, se volete passare da Windows a Mac, prenderci un po’ la mano.

Abituati, per rinominare un elemento, a cliccare una seconda volta sul nome del file, su Mac questa operazione risulta più difficoltosa, perchè sono diversi i tempi tra il primo ed il secondo clic, rispetto a Windows. Per rinominare un file sarà sufficiente selezionare lo stesso e premere invio, successivamente sarà possibile inserire il nuovo nome.

La gestione delle finestre è invece, a mio parere, davvero comoda.

La funzione Exposè di Mac, consente, con un semplice movimento del mouse o con una combinazione di tasti (la scelta è dell’utente) di visualizzare in un colpo solo tutte le finestre dei programmi attualmente aperti. Il sistema effettua uno “zoom al contrario” che consente all’utente di avere una panoramica di tutti i programmi aperti e di selezionare quello che si vuole andare ad utilizzare. Semplice e funzionale. Vediamone uno screenshot:

Anche il dock, che si contrappone alle shortcut e al menu start di Windows, è molto comodo.

Si tratta di una barra “a carosello” (che vedete nell’immagine qui sopra), sulla quale è possibile trascinare le icone dei programmi e delle cartelle più utilizzate, per avere tutto a portata di mano. Ultimamente Snow Leopard (l’ultima versione di OSX) ha portato diverse novità (per quanto non rivoluzionarie, al pari di Seven e Vista). In particolare, la presenza dei cosiddetti “stack” (ovvero cartelle trascinate nella parte destra del dock), ci consente di accedere all’esplorazione delle risorse di alcune cartelle direttamente dal dock.

Ancora un accenno alla gestione dell’anteprima dei file: in questo frangente penso sia impossibile battere un Mac.


Per vedere l’anteprima di un documento (sia esso un file di testo, un file musicale, un’immagine o un video) basterà premere la barra spaziatrice: comparirà immediatamente una nuova finestra che ci darà la possibilità di vedere, senza aprire il programma designato, il contenuto del file.

Nelle ultime versioni di Osx, questa funzione è stata portata all’esasperazione: il contenuto dei file è visualizzabile addirittura a livello di icona: per fare un esempio, se avete un file .pdf di 100 pagine e ne state visualizzando l’icona, posizionandovi con il cursore sull’icona stessa, compariranno due frecce che vi consentiranno di sfogliarne il contenuto senza neanche premere la barra spaziatrice.

In ultimo, la dashboard e le widget, ovvero: una serie di piccole applicazioni e utility, disponibili su un “livello” dello schermo diverso: per richiamarle “in sovraimpressione” basterà un gesto del mouse o la pressione di un tasto. La schermata del desktop verrà scurita e compariranno le Widget scelte dall’utente pronte all’uso. Vediamone una schermata:

Per concludere la carrellata sull’interfaccia, mi sembra necessario menzionare “cover flow“. Si tratta di una modalità di esplorazione di file e cartelle basato sul sistema utilizzato da iTunes: consiste, in sostanza, nella possibilità di sfogliare (letteralmente) i file come se fossero fogli di carta. Le immagini riusciranno a spiegare sicuramente meglio di quanto non riesca a fare io:

Come vedete, nella finestra sono presenti le anteprime dei file presenti nella cartella, che possono essere agevolmente sfogliate.

Per quanto riguarda le operazioni effettuabili sui file, mi preme sottolineare una mancanza di un certo peso nel mondo Mac, ovvero la funzione “taglia”: questa non è presente per le operazioni sui file eseguite dal “finder” (ovvero il cuore dell’interfaccia del sistema operativo OSX).

Non sarà quindi possibile “tagliare e incollare un file”, ma occorrerà, per spostarlo, copiarlo e incollarlo o oppure trascinarlo in posizione differente.

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  • Comments (3)
  1. avatar
    • Misha
    • maggio 16th, 2012

    Ho due osservazioni da fare.

    “Per chiudere un programma, non è sufficiente, come su Windows, cliccare l’icona rossa con la X (che su Windows, appunto, chiude sia la finestra che il programma): su Mac sarà necessario accedere al menu del programma che si sta utilizzando (presente nella barra in alto) e selezionare “esci da…”.”

    C’è da notare che anche in Windows, a dipendenza del programma in esecuzione, quando si preme la X per chiudere la finestra, non è detto che venga chiuso anche il programma. Ci sono dei programmi che continuano a girare in background anche se si chiudono tutte le finestre.

    “Su Mac, la situazione è molto diversa, e per certi versi, davvero destabilizzante per un utente Pc. Su Mac, per installare un nuovo programma occore semplicemente trascinare l’icona dello stesso all’interno della cartella “applicazioni”. Per eliminarlo, occorre trascinare l’icona del programma nel cestino. Tutto qui.”

    Non sempre è vero. Alcuni programmi vanno installati tramite un file .pkg (aperto dall’applicazione Installer) che contiene un pacchetto di files che vengono posizionati dove servono.

    Saluti

  2. avatar
    • Francesco Pedro
    • settembre 23rd, 2012

    … volevo solo dirti che per mac, si! il sistema è OSX, ma ci sono anche dei sottonomi tipo: Lion, Leopard, Snow Leopard…

  3. avatar
    • Francesco Pedro
    • settembre 23rd, 2012

    ah.. comunque sono un utente Mac, modestamente… xD@Francesco Pedro

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