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Home theatre e arredamento: qualche consiglio pratico

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Per concludere questa carrellata prenatalizia sull’home theatre, mi permetto di darvi qualche consiglio pratico sull’arredamento della stanza che andrà ad ospitare il vostro impianto.

Come sempre, vi consiglio di visitare l’ottimo AvMagazine forum, in particolare la sezione delle realizzazioni Home Theatre, fonte inesauribile di ispirazione e di spunti per migliorare costantemente il nostro mondo surround.

Specifico inoltre che in Italia esistono tecnici specializzati in grado di “ottimizzare” una vostra eventuale stanza dedicata all’home theatre, avvalendosi di speciali strumentazioni e software che sicuramente consentono di ottenere un risultato finale, in termini di resa sonora, molto superiore rispetto ad una semplice taratura “ad orecchio”.

Se però volete cimentarvi voi stessi nel modificare o predisporre la vostra sala per migliorarne il suono, dovreste adottare alcuni piccoli accorgimenti.

Iniziamo col dire che la forma e l’arredamento della stanza sono parametri fondamentali che contribuiscono a determinare la bontà di un impianto audio (sia tradizionale stereo che surround). Se è infatti vero che è importante scegliere accuratamente i componenti “hardware” sulla base delle proprie esigenze (e budget), è anche vero che è importante capire che l’ambiente dove questi verranno inseriti, modifica sostanzialmente la loro resa.

Quasi scontato dire che una stanza tendenzialmente “vuota” (o “minimal” come si dice oggi, ad indicare un tipo di arredo molto essenziale, dalle forme pulitissime) probabilmente suonerà peggio di un salotto pieno di librerie, arazzi e tappeti.

La presenza di materiali “rugosi” (come i tappeti o i tendaggi) contribuisce infatti a migliorare la resa sonora: questi materiali infatti aiutano ad “assorbire” i riverberi e gli “echi” indesiderati che si producono nel momento in cui il suono prodotto dai vostri diffusori rimbalza (letteralmente) sulle vostre nude pareti di casa.


Se ci si pensa, in effetti, il miglior modo di ascoltare musica è sentirla arrivare, per quanto possibile, dalla fonte principale (le casse) e non da altre fonti “sporche” (un muro posto a lato delle casse che fa rimbalzare il suono e lo “sporca” irrimediabilmente).

Per questa ragione, è bene cercare, per quanto possibile, di riempire la vostra stanza di oggetti “rugosi” ed infarcirla di tessuti.

Gli escamotage più noti e semplici, sono spesso anche i più efficaci:

  1. Tappeti: è bene piazzare tappeti molto vicino alle casse (soprattutto alle frontali), in quanto la densità dei tessuti (soprattutto se molto “pelosi”) tende ad assorbire i primi rimbalzi di suono generati appena oltre i “piedi” delle casse
  2. Tendaggi: anche qui, più superficie di tessuto riuscite ad inserire, meglio è: le tende, magari spesse, consentono di attutire i riflessi sonori indesiderati che rimbalzano da casse a parete e da parete a parete
  3. Librerie: anche i libri, nel loro piccolo, possono aiutarvi, oltre che a migliorare la vostra cultura, a migliorare il suono della vostra sala audio. Una libreria, infatti, è connotata da una discreta “rugosità”,  in quanto i volumi sono disposti in maniera “irregolare” sugli scaffali (libri più alti, più bassi, di diversa forma e disposizione) e perciò contribuiscono a “spezzare” le onde sonore, col risultato che il “rimbalzo” sarà meno nocivo. Contribuiscono inoltre a migliorare il suono poichè “riempiono l’ambiente” (vedi punto successivo)
  4. Quantità di oggetti/arredi: tavoli, sedie, mobili soprammobili: meno aria c’è in una stanza, meno sarà il rimbombo interno. E’ infatti logico pensare che, se è vero che i suoni si propagano in aria, se riusciamo a togliere quest’ultima (“sostituendola” con dei mobili o  degli oggetti), minore sarà il suono di riverbero
  5. Materiali particolari: se avete la fortuna di avere una sala da dedicare all’Home Theatre, o se siete particolarmente coraggiosi (viste le reazioni che potreste provocare nei confronti della vostra consorte, se ne avete una) potreste pensare di applicare alle pareti dei materiali appositi, i cosiddetti pannelli “fono-assorbenti”. Uno molto utilizzato, viste le qualità di fono assorbenza in relazione al prezzo (abbastanza accessibile) è l’espanso piramidale, le famose “piramidi” che hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare il “confessionale” del grande fratello, per fare un esempio molto “POP”.
    Questo materiale, vista la sua densità e la sua morfologia, consente di abbattere notevolmente i rimbombi ambientali. Se ne possono trovare di diversi colori nei principali distributori di materiali per il “fai da te” (i vari Le Roy Merlin, Brico, Castorama…) e costano dai 10 ai 30 euro al metro quadro (parlo sempre di materiali “non professionali” per i quali si arriva a spendere probabilmente anche il doppio). L’applicazione di questi materiali può essere fatta sia a parete (potreste usare dei semplici chiodini per fissare i pannelli al muro), sia a soffitto. In questo caso il fissaggio è ben più impegnativo, e vi servirà un collante apposito (se vi interessa quale, chiedete nei commenti). Non pensate di utilizzare del nastro biadesivo per applicare i pannelli a soffitto: inizialmente potreste essere portati ad fare questa scelta, vista l’apparente leggerezza dei materiali, ma successivamente potreste rischiare di spendere molti soldi per pagarvi la terapia da uno strizza-cervelli. Sconsigliatissimo.
  6. Bass traps: le “bass traps” sono degli oggetti tubolari di dimensioni variabili riempiti di appositi materiali che, posizionati adeguatamente (spesso negli angoli delle stanze) possono contribuire in modo decisivo a “catturare” determinate frequenze (in particolare i bassi). Per approfondire l’argomento vi rimando a questo topic di AvMagazine.

Espanso Piramidale

Tenendo a mente questi semplici consigli, non solo potrete incrementare la resa sonora della vostra sala d’ascolto, ma otterrete come risultato collaterale, una riduzione (seppur minima) del “rumore” generato dalla vostra attività “audio”, con sommo gaudio di vostra moglie o dei vostri vicini di casa.

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  1. avatar
    • Ema
    • novembre 28th, 2009

    Ciao Gorilla,
    complimenti per il blog! Non mi riferisco solo a questo articolo ma anche ai precedenti, come sempre riesci a parlare in modo preciso e dettagliato di argomenti tecnologici usando però un linguaggio semplice che rende comprensibili le cose anche a chi non è particolarmente avvezzo a tali argomenti come il sottoscritto.
    Figùrati che io credevo invece che la qualità del suono fosse migliore in una staqnza nuda….vabbeh, vado a mangiare che è meglio….

    Ema

  2. avatar

    Grazie mille per i complimenti Ema !

    Uno degli scopi principali di questo blog è proprio quello di cercare di aiutare le persone che si stanno avvicinando al mondo della tecnologia ed in particolare dell’elettronica di consumo e di internet. Mi fa piacere che, almeno secondo la tua opinione, ci stia in parte riuscendo !

    Grazie ancora e continua a seguire !

  3. avatar
    • Giano
    • dicembre 3rd, 2009

    Ciao Gorilla,

    sollevo un altro tema (a me caro) sull’argomento: i cavi.
    Spesso piazzare le casse di un home theatre significa disagi e costi in termini di “canaline”.
    Di recente ho scoperto un sistema alternativo, che ti consente di installare il tuo “home” senza dover bucare le pareti e infilare i cavi nelle canaline, e senza essere costretti a posizionare i mobili in funzione della posizione delle prese e dei cavi.
    Sto parlando della linea Flatwire (http://www.flatwireready.com/), ne avrai sicuramente sentito parlare.
    Sono un po’ scettico, vorrei sentire la tua in merito.

  4. avatar

    Ciao Giano !

    Sì, ne avevo sentito parlare, ma non ho mai avuto modo di provare con mano. Da quello che si legge in giro, in termini di resa audio questi Flat wire sembrano ottimi ! Certo non saranno paragonabili ai cavi di puro argento da mille euro al metro (quelli li lasciamo ai fanatici…), ma pare che il loro lavoro lo facciano, e bene.

    Mi interrogavo sull’effettiva comodità di installazione.
    Dato che per una corretta installazione è necessario applicare i cavi e poi “rasare” e tinteggiare i muri, probabilmente sono più consigliati per chi ha già in mente di dare una rinfrescata alla casa (o al salotto).

    Per chi non ha invece intenzione di mettere in conto opere di tinteggiatura, forse le vecchie canaline sono ancora il metodo meno invasivo. Ce ne sono alcune che “simulano” il battiscopa, per cui, di fatto, sono invisibili.

  5. avatar
    • Giò-74
    • marzo 26th, 2012

    Se dopo averli attaccati al muro devi pure rirasarlo allora costa meno fare le canaline interne alla parete che è un lavoro definitivo. La comodità dei cavi flat sta proprio nel fatto che li vernici con due mani di tinteggiatura e via.
    Io ho fatto l’impianto home theater in soggiorno e non ho rasato, ho solo verniciato. Sono praticamente invisibili, si nota qualcosa solo se ti avvicini a 10cm. Ho speso 60 euro di cavi più 40 euro tra vernice, rullo e colla spray. Con 100euro ho fatto un ottimo lavoro e l’alternativa era 2000 euro tra manodopera per canaline, rasatura e materiali. Ovviamente chi si fa la casa nuova gli conviene farle nel progetto, però se devi smatellare le pareti di una casa vecchia o cmq senza canaline apposite, spendere 2000euro è un po’ eccessivo, e la genialata dei flatwire sta proprio in questo.

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