L’ iPhone “crackato” è anche rischioso ?

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iPhone 3g

La notizia è di ieri. Secondo Intego, software house specializzata in sicurezza informatica, pare che gli iPhone “crackati” (sbloccati o jailbroken, che dir si voglia) siano purtroppo, oltre che più flessibili in quanto a possibilità di customizzazione, anche più vulnerabili.

Pare, infatti che un worm, in queste ore, si aggiri per la rete a fare danni, sfruttando l’inconsapevolezza degli utenti che, dopo aver “sbloccato” l’iPhone (ormai divenuto un processo davvero semplice), non modificano la password di SSH, mettendo così i propri dati personali potenzialmente a disposizione di qualche hacker pronto a trasferirli su server localizzati in Lituania.

Il vero problema è che in molti hanno effettuato il Jailbreak (non entrerò, in questa sede, nel merito della questione), ma la maggior parte di essi, ignora buona parte delle implicazioni, compreso il significato di SSH:

Noto anche come Secure Socket Shell, è una interfaccia di comando basata sui sistemi Unix per accedere a computer remoti in sicurezza. Viene largamente utilizzata dagli amministratori di rete per controllare i server da remoto. SSH è in realtà composta da 3 strumenti: slogin, ssh e rcp. I comandi SSH sono criptati e sicuri.

In soldoni, come piace dire a me: occhio.

Se avete sbloccato il vostro iPhone, vi conviene configurare (e quindi cambiare) la password di SSH (che di default è la stessa per tutti gli iPhone “nuovi di sblocco”), come spiegato in questa guida pubblicata da iSpazio. In caso contrario, il worm, proprio tramite SSH, potrebbe appropriarsi dei vostri dati, compresi gli eventuali dettagli di accesso ai servizi di home banking, con sommo dispiacere del vostro conto in banca.

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